Rev.da suor Cristina,

tutto il mondo parla di lei, della giovane orsolina cantante, e del suo clamoroso successo al concorso italiano: «The Voice». Le dirò subito che é proprio questo il motivo che mi spinge a scriverle, perché nella confusione generale delle opinioni di chi ne é entusiasta e di chi invece ne é indignato, e delle strumentalizzazioni dei nemici della Chiesa, sempre allerta e pronti a servirsi di tutto quanto si presti ai loro diabolici fini, quella che ne sta uscendo piú danneggiata ed oltremodo offesa è la vita religiosa. Perciò dopo aver riconosciute le sue buone intenzioni, non ometteró di difendere il mio stato di vita, perché anch'io sono una consacrata, e mi addolora vedere cosí profanata la "sequela Christi".

Non sta bene, non conviene, non decet: non é decente, che una consacrata appaia su un formidabile scenario televisivo, di fronte ad un innumerevole pubblico, sotto il gioco di luci di grandi fuochi, accompagnata da un'orchestra e da un corpo di ballo; che canti, con tanto di microfono in mano, evoluzionando in mini-danze appena abbozzate, tra spettacoli blasfemi di ballerini vestiti da monaci che gettano via l'abito; che si lasci prendere in braccio, sollevare in aria e fotografare abbracciata ad uomini, imitando gesti scandalosi di cantanti rep (come quello di tirare fuori la lingua e fare le corna ). Non sta bene. Anzi é vergognoso, ed esige una riparazione pubblica, ecco perché le scrivo apertamente.

Chi pensa cosí non ha certamente bisogno di giustificare con molte argomentazioni il proprio pensiero, perché lo fonda sugli esempi della Vita di Nostro Signore Gesù e questo gli basta. E a chi pensa il contrario non varranno tutti gli argomenti che gli si vogliano presentare. Perciò sarò breve, limitandomi a citare qui alcuni insegnamenti del Concilio Vaticano II sulla vita religiosa, perché si faccia chiarezza alla luce del Magistero della Chiesa, su ció che veramente conviene e non conviene ad una persona consacrata, e perché.



Nel Decreto sul rinnovamento della vita religiosa si legge: «I membri di qualsiasi istituto ricordino anzitutto di aver risposto alla divina chiamata con la professione dei consigli evangelici, in modo che essi non solo morti al peccato (cfr. Rm 6,11), ma rinunziando anche al mondo, vivano per Dio solo. Tutta la loro vita, infatti, è stata posta al suo servizio, ciò costituisce una speciale consacrazione che ha le sue profonde radici nella consacrazione battesimale e l'esprime con maggior pienezza. Avendo poi la Chiesa ricevuto questa loro donazione di sé, sappiano di essere anche al servizio della Chiesa. Tale servizio di Dio deve in essi stimolare e favorire l'esercizio delle virtù, specialmente dell'umiltà e dell'obbedienza, della fortezza e della castità, con cui si partecipa all'annientamento del Cristo (cfr. Fil 2,7-8), e insieme alla sua vita nello Spirito(cfr. Rm 8,1-13). I religiosi dunque, fedeli alla loro professione, lasciando ogni cosa per amore di Cristo (cfr. Mc 10,28), lo seguano (cfr. Mt 19,21)» (Perfectæ caritatis, 5).

Tutta la nostra vita, dunque, costituisce «una speciale consacrazione» di tutte noi stesse.Che vuol dire questo? Che una coppa che é stata consacrata per essere un calice eucaristico resta riservato all'uso liturgico, e non può impiegarsi per usi ordinari, fossero anche i più santi, come per esempio quello di una mensa familiare. La consacrazione a Cristo di una religiosa la dedica a Gesù Cristo come Sposa (Christo dicata).

E questa speciale consacrazione-dedicazione sponsale al Signore fa che la religiosa nella sua vita ordinaria conservi una modestia tutta speciale, che moderi perfino la manifestazione delle sue attrattive personali. Il velo, che é tanto caratteristico delle religiose nell'unanime tradizione tanto di Occidente come di Oriente, e tanto nelle religiose di vita contemplativa come in quelle di vita attiva, esprime bene questa identità misteriosa. Nella mistica della consacrazione religiosa, quindi, è incluso l'allontanamento da tutti gli splendori mondani, come da quelli di un palcoscenico grandioso e di applausi e acclamazioni di milioni di spettatori entusiasti.

Una religiosa, per esempio, che nella sua vita secolare era un'eccellente amazzone, non puó con il suo abito partecipare a importanti corse di cavallo, pretendendo con ció di «evangelizzare» il mondo dell'ippica; anche se vincendo, donasse ai poveri tutti i premi vinti. Se fosse ancora una secolare (secular) non ci sarebbe in questo alcun male. Peró lei «ha lasciato ogni cosa», e «ha rinunciato al mondo» per amore di Cristo.

Nella tradizione della Chiesa cattolica, le religiose hanno sempre ricercato al di sopra di tutto il raggiungimento d'una perfetta unione sponsale con il loro Signore Gesù, condividendo con Lui quelle condizioni di vita ch'Egli stesso scelse per Sé in questo mondo, Il Quale dopo trent'anni di vita nascosta, soffrì duramente la persecuzione di questo mondo nei tre anni della sua vita pubblica, e in fine fu da esso crocifisso. Mai le religiose, Spose del Crocifisso, hanno pensato di procurarsi trionfi mondani. Per questo partecipare ad un concorso profano di cantanti non é e non può essere proprio di una religiosa. Santa Angela de Merici (1474-1540), fondatrice delle orsoline, lasciò scritti nove avvisi per le sue figlie, ed in uno di essi diceva loro: «Seguite l'antica via e la tradizione della Chiesa, stabilita e confermata dalla vita di tanti Santi, sotto l'ispirazione dello Spirito Santo. Conducete una vita nuova. E quanto alle altre opinioni, che stanno sorgendo attualmente [quelle dei protestanti luterani], mettetele da parte, come cose che non hanno niente a che vedere con voi. Pregate e fate pregare, che Dio non abbandoni la sua Chiesa, ...perché in questi tempi pericolosi e pestiferi non incontriate altro rifugio che quello di stare ai piedi di Gesù» (Ricordi, 7).

La conformità «all'annientamento di Gesù Cristo» e la «rinuncia al mondo» richiedono lo spogliamento di ció che si possedeva o di ciò che si sarebbe potuto possedere: famiglia e lavori, barche e reti, case e campi, e tante altre cose perfettamente sane e nobili. «Andiamo - ha dichiarato Giuseppe Cionfoli, l’ex frate cappuccino cantante - se hai un dono vai in Africa in mezzo ai bambini bisognosi. Fai opera di carità e in silenzio. Non vai in un talent show, non partecipi da anni ai casting per diventare una cantante. È un comportamento che stride con la vocazione, che vorrebbe un maggior distacco dalle cose terrene», e lui, che dopo il suo successo a Domenica in e al Festival di Sanremo si spogliò e divenne padre di tre figli, ne sa qualcosa...

Ben diverso è che delle religiose organizzino un’Accademia che formi cantanti cristiane laiche - come la Star Rose Academy d'Italia delle suore orsoline, a cui lei, suor Cristina appartiene. Questa é senz’altro una bellissima opera, ma non ha niente a che vedere con l'esibirsi in canzoni rock, dai testi a dir poco contrari alla dottrina e alla morale evangelica: dove sta l'evangelizzazione di una "musica" che allontana i giovani dalla grazia di Dio e li espone miserabilmente ai peccati impuri e all'uso della droga?

E ancora, una è la vocazione secolare, altra è quella religiosa. É vero che «é compito di tutta la Chiesa aiutare gli uomini affinché siano resi capaci di ben costruire tutto l'ordine temporale e di ordinarlo a Dio per mezzo di Cristo» (Apostolicam actuositatem, 7), anche il mondo popolare delle canzoni. Però questo compito viene svolto in forme diverse dai sacerdoti, dai religiosi e dai fedeli laici.

Ai consacrati spetta «enunciare con chiarezza i principi circa il fine della creazione e l'uso del mondo, dare gli aiuti morali e spirituali affinché l'ordine temporale venga instaurato in Cristo».Mentre sono i laici quelli che «devono assumere il rinnovamento dell'ordine temporale come compito proprio e in esso, guidati dalla luce del Vangelo e dal pensiero della Chiesa e mossi dalla carità cristiana, operare direttamente e in modo concreto; come cittadini devono cooperare con gli altri cittadini secondo la specifica competenza e sotto la propria responsabilità; dappertutto e in ogni cosa devono cercare la giustizia del regno di Dio. L'ordine temporale deve essere rinnovato in modo che, nel rispetto integrale delle leggi sue proprie, sia reso più conforme ai principi superiori della vita cristiana e adattato alle svariate condizioni di luogo di tempo e di popoli. Tra le opere di simile apostolato si distingue eminentemente l'azione sociale dei cristiani. Il Concilio desidera oggi che essa si estenda a tutto l'ambito dell'ordine temporale, anche a quello della cultura» (Apostolicam actuositatem, 7). Questo tipo di evangelizzazione del mondo profano, in questo caso della musica, puó andare bene, quindi, quando è realizzato da secolari. C'é il bell'esempio di una ragazza battista che in questo stesso concorso, negli Stati Uniti, ha cantato una canzone intitolata How Great Thou Art, «Che grande sei», che parla di come scoprire e vedere Dio nelle meraviglie dell'universo. O di una bambina nord americana, che in un concorso simile, si è esibita nel canto del Pie Iesu.



Credo sinceramente che lei abbia partecipato al concorso «The Voice» obbedendo alla volontà della sua Superiora e secondo il desiderio della sua Comunità religiosa. Però credo anche che siano mal consigliate. La buona volontà dev'essere messa a servizio della carità, ma nella Verità, e la Verità è solo Gesù, che è lo stesso ieri, oggi e sempre.

La Madonna protegga la sua vocazione e la benedica. Una suora.

Da Il Settimanale di Padre Pio, nella rubrica “Risposta ai lettori” del n. 28 del 2014.

Il Francescanesimo delle origini nel carisma dei Francescani dell’Immacolata: continuità e sviluppo
copertina delle Conferenze di San Massimiliano
  • Apostolato in Inghilterra +

    Un Giorno con Maria, giornata di preghiera e spiritualità mariana, sabato 26 ottobre 2013, presso la Cattedrale di Westminster, Londra, Inghilterra. Animazione liturgica delle Suore Francescane dell’Immacolata.
  • Marcia per la vita +

    Intervista alle Suore Francescane dell’Immacolata alla terza marcia nazionale per la vita, 12 maggio 2013.
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    NOTA UFFICIALE DELL’ISTITUTO

    20/12/2014

     

     

    ALLE VOCI  CHE PASSANO DEI MEDIA PREFERIAMO L’ASCOLTO ORANTE DEL VERBO DI DIO INCARNATO , UNICA PAROLA VERA ED ETERNA DEL PADRE

     

    In merito ad un articolo che ci riguarda, pubblicato sulla rivista “Rogate ergo” (n° 11/2014) – articolo di cui ci permettiamo di porre in dubbio la completa affidabilità – e ad altre notizie non corrette diffuse dai media sul conto del nostro Istituto

    PRECISIAMO CHE:

     

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Frasi dei Santi

«E se Ella potrà disporre di noi in modo sempre più perfetto, allora anche l’attività missionaria, la conquista delle anime a Gesù attraverso Lei sarà sempre più efficace. Il lavoro, la sofferenza e soprattutto la preghiera produrranno frutti abbondanti»
San Massimiliano M. Kolbe