SÌ, C’ENTRA MARIA!

di Paolo Risso

 

Maria nella Chiesa degli Apostoli

    Si è soliti dire che gli Apostoli, i primi cristiani non dimostrarono venerazione per la Madonna, presi com’erano dal posto centrale, unico, di Gesù Cristo nella predicazione del Vangelo del Figlio di Dio, incarnato, crocifisso, morto e risorto.

    Si porta come esempio di tale atteggiamento l’apostolo san Paolo, che nelle sue lettere cita una volta sola – e neppure per nome – Maria, parlando di Gesù “nato da donna”. Ma, attenzione, già questo (Gal 4,4) dimostra che Paolo riconosceva Maria Madre del Figlio di Dio fatto uomo. Noi sappiamo anche che Paolo aveva come primo compagno di apostolato quel medesimo Luca, autore del terzo Vangelo, Vangelo che Paolo conosceva ed elogiava (2Cor 8,18-19). Il Vangelo di Luca non è forze il Vangelo attinto, sicuramente nei primi due capitoli, dalla stessa voce e testimonianza di Maria, riguardo all’ingresso di Gesù nel mondo? Certo che è così, per cui Paolo sapeva di Maria Santissima, del suo posto unico accanto a Gesù, ed è lecito pensare che egli – l’Apostolo delle genti – sia andato a interpellare Maria che poteva trasmettergli una conoscenza eccezionale di Gesù stesso.

    Nella Chiesa degli Apostoli, la presenza di Maria era più viva che mai. Se i Vangeli, oltre che storia documentatissima e sicurissima di Gesù, sono anche espressione della fede della Chiesa nella quale sono stati scritti dai 4 Evangelisti, i cristiani della prima generazione sapevano che Maria è la Vergine profetizzata da Isaia, che generato al mondo il Dio-con-noi, l’Emanuele (Mt 1,22-23), per un dono singolare dello Spirito Santo, che l’aveva scelta come sua Sposa.

    Così i primi cristiani sapevano che Maria era la Madre di Gesù, che aveva dato alla luce il Figlio di Dio nella povertà di Betlemme, che aveva meditato i fatti straordinari avvenuti attorno a Lui e in Lui (cf. Lc 1,26-2,32), che era vissuta con Gesù, in un’eccezionale comunione di intimità, di amore e di vita. Maria aveva conservato tutto di Gesù e lo aveva trasmesso a loro, i primi credenti. I primi discepoli e apostoli del Figlio suo.

    Altrettanto era noto che Maria aveva condiviso la vita del divino Maestro, fino all’offerta sacrificale sul Calvario, ai piedi della croce (cf. Gv 19,25-28), là dove Giovanni, l’Apostolo prediletto da Gesù, l’aveva presa con sé datagli da Gesù stesso morente, nella prima comunità apostolica, dopo la Morte e la Risurrezione di Lui. E lì Ella era stata la testimone più singolare della vita e dell’opera redentrice del Figlio e capace di trasmettere Lui, in modo unico, a coloro che venivano alla Fede, dall’ebraismo e dal paganesimo.

    Era segnata a dito, come la Madre di Gesù, che viveva e pregava con gli Apostoli in attesa dello Spirito Santo e che ora si prendeva cura della Chiesa nascente, sino alla fine dei secoli (cf. At 1,14).

    Nella Chiesa delle origini, Maria è “la Regina degli Apostoli”, così come la invochiamo nelle Litanie lauretane e Don Bosco l’ha fatta dipingere dal pittore Lorenzone, per la sua Basilica dell’Ausiliatrice a Torino: Maria, Regina che dà al mondo Gesù, circondata dagli Spostoli e dagli Evangelisti, portatori di Gesù al mondo, sostenuti da Lei e dallo Spirito Santo.

    In tutto questo a ben guardare c’è già tutta la fede in Maria Santissima fin dalle origini: la Piena di Grazia, fin dall’inizio, quindi Immacolata nella sua concezione, Sempre Vergine, Madre di Gesù che è Dio stesso, Corredentrice con Lui, Gesù, unico Redentore. Per di più, secondo l’antica Tradizione riportata da san Giovanni Damasceno (secc. VII-VIII), gli Apostoli l’avevano contemplata assunta in cielo anche con il suo corpo (Oratrio 2 de Dormitione Deiparae, riportata nell’Ufficio del 18 agosto, IV giorno dell’Ottava dell’Assunta, nell’antico Breviario romano).

    Già, proprio così: mai essere superficiali, ma leggere Scrittura e Tradizione della Chiesa, in profondità e verità. Fin dall’inizio, la Chiesa già contiene e possiede tutta la “mariologia”, tutta la conoscenza e la venerazione al di sopra di tutte le altre creature, verso Maria Santissima.

     Dunque, se noi oggi vogliamo tornare alla Fede e al fervore della Chiesa delle origini, senza ridurre nulla di quanto abbiamo ricevuto ed è stato approfondito nei secoli in fedeltà alla Verità che non muta, senza peccare di archeologismo, dobbiamo lasciare questo spazio grande, immenso, materno “apostolico” a Maria.

 

“Sub tuum praesidium”

    Nelle prime lettere cristiane, gli scritti dei “Padri apostolici”, cioè gli immediati successori degli Apostoli, quali sant’Ignazio di Antiochia, Ireneo di Lione, Giustino il Filosofo, ecc... Maria è contemplata come la Vergine-Madre, la nuova Eva che dà al mondo la vita nuova della grazia in Cristo. Oh, davvero non è ignorata né messa da parte la piccola santissima Fanciulla di Nazareth dai primi Maestri della Fede, proprio perché innamorati di Gesù Cristo e studiosi in modo ardente e integro di tutta la Rivelazione, di tutta la mirabile unica storia di amore, intessuta da Dio con gli uomini.

     È la profezia di Maria, sulla soglia della casa di Elisabetta, che già si avverava: “Tutte le genti mi chiameranno beata” (Lc 1,48). Pertanto Lutero e soci di protestantesimo, avventurieri di scisma e di apostasia, hanno torto marcio quando negano Maria e la mettono da parte. Maria è la Stella luminosa della Verità, del Cattolicesimo più puro, e noi non vogliamo essere protestantizzati, ciò che in fondo significa diventare orfani di madre con tutti i problemi e le crisi, la solitudine, quando manca la madre, ai suoi fedeli.

    Intanto, come i cristiani crescevano e si moltiplicavano, scoppiava la persecuzione dei Cesari di Roma contro Roma, basata sul senatus-consultus del 35 d.C., per cui il Cristianesimo era “religio illicita”. Per quasi tre secoli, “il sangue dei martiri fu seme di nuovi cristiani” (“sanguis, semen”) come scrisse Tertulliano. A chi rivolgersi nella solitudine, nella prigionia, nella povertà, nei pericoli, nelle battiture, nella morte sui patiboli di diverso nome, se non a Maria, la Madre del Cristo crocifisso e dei cristiani perseguitati?

    Gli scrittori cristiani, dall’Italia alla Spagna alla Siria, dalla Grecia all’Egitto, illustrano la fede nel Cristo e l’affezione profonda a Lui e alla Madre sua e nostra: sono pagine dense di vita da leggere e da meditare.

    Ma verso la metà del III secolo d.C., mentre infuriava la persecuzione di Decio, i cristiani d’Egitto si rivolsero alla Madonna con una preghiera commovente, che è la più antica preghiera rivolta a lei, dopo l’Ave Maria, come Madre dei tribolati. È un affidamento, un atto di Consacrazione, accorato, confidente, di una comunità perseguitata. Lo trascriviamo, così come è stato ritrovato all’inizio del secolo XX, in un antico papiro egiziano, oggi proprietà della “John Rylands” di Manchester:

   «Sub tuum praesidium confugimus, Sancta Dei Genitrix: nostra deprecationes ne despiacias in necessitatibus, sed a periculis cunctis libera nos, semper Virgo gloriosa et benedicta» (“Sotto la tu aprotezione, noi cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio: non disprezzare le nostre preghiere nelle prove, ma liberaci da tutti i pericoli, o sempre Vergine gloriosa e benedetta)”.

    Questi cristiani d’Egitto del III secolo, sono autenticamente mariani: riconoscono che Maria è Vergine e Madre di Dio, la sentono “Madre nostra” e si affidano a Lei con piena fiducia, accogliendola “in casa”, come vuole Gesù, come aveva fatto Giovanni. Per pregarla così, l’affezione e la fiducia nella Madonna, dovevano essere grandi e forti, decenni e secoli prima ancora che i grandi Concili cristologici di Nicea (325 d.C.) e di Efeso (431 d.C.) esprimessero le grandi definizioni su Gesù e la Madonna.

    Anche noi oggi, abbiamo tante difficoltà: tentati dal mondo per rinnegare Gesù Cristo, per costruirci la vita da soli, secondo l’antica sfida: “Che c’entra Dio con me? Chi è Dio perché lo serva?” – preghiamo la Madonna come questi antichi credenti: “Sotto la tua protezione, noi cerchiamo rifugio...”.

 

Cristocentrici, quindi mariani

    A chi rimproverava di essere troppo “madonnaro”, a chi dice: “E che c’entra la Madonna?”, è facilissimo rispondere: «Chi è stato più cristocentrico di Maria? Chi ha posto la sua vita, tutta se stessa, più di Lei al servizio di Gesù? Chi gli è stato più vicino di Maria sua Madre? Chi gli ha assomigliato di più che Maria? Chi ha dato di più al mondo, Gesù Cristo, di Maria Santissima?”.

    Proprio perché cerchiamo di porre al centro di tutto Gesù Cristo, Maria ci appare in tutta la sua bellezza, la sua luce, nella sua centralità accanto a Lui. È Gesù stesso, dall’alto della croce, che indica a noi Maria e ci comanda: «Ecco tua madre» (Gv 19,27). È Maria che da parte sua, come ai servi di Cana di Galilea, ripete a noi: “Fate tutto quello che Gesù vi dirà” (Gv 2,5).

    Allora, amici, comprendiamo ciò che capita se ci affidiamo – ci consacriamo – a Maria. Capita la rivoluzione del Magnificat: “Ha fatto in me grandi cose l’Onnipotente e santo è il suo Nome”. Se trovi Maria e ti doni a Lei, Gesù diventa il tuo compagno di cammino nella vita, il tuo intimo Amico, Colui che in te e fuori di te, fa nuove tutte le cose, come nella Chiesa eroica delle origini, come presso i santi di tutte le generazioni nei secoli.

    Con Maria Santissima, il giovane e la ragazza si ritrovano vergini nel corpo e nel cuore, e capaci di amare e di donare. Gli sposi continuano ad amarsi come il primo giorno, nella Legge di Dio tutta intera, nonostante tutte le difficoltà. L’uomo di cultura, il docente torna a rendere presente Gesù Cristo nel pensiero e nella scuola, in ogni dibattito. L’operatore sociale ritrova il gusto del servizio al bene comune e si occupa a far sì che Gesù Cristo penetri nelle strutture e nell’anima della società. Il prete, ogni apostolo, ritorna ad annunciare Gesù Cristo, anche se i tempi sono difficili e amari.

    Come nella Chiesa delle origini, nella Chiesa di ogni secolo sino ad oggi, l’affidamento a Maria, la Consacrazione a Lei, come Gesù ci chiede, opera la più grande rivoluzione: la santità! Davvero c’entra in tutto, Maria, perché Dio, pensandoci in Cristo prima della fondazione del mondo (cf. Ef 1,4) ci ha pensati e voluti in Maria, sua e nostra Madre.

pubblicato sul n.32 del 2014

Il Francescanesimo delle origini nel carisma dei Francescani dell’Immacolata: continuità e sviluppo
copertina delle Conferenze di San Massimiliano
  • Apostolato in Inghilterra +

    Un Giorno con Maria, giornata di preghiera e spiritualità mariana, sabato 26 ottobre 2013, presso la Cattedrale di Westminster, Londra, Inghilterra. Animazione liturgica delle Suore Francescane dell’Immacolata.
  • Marcia per la vita +

    Intervista alle Suore Francescane dell’Immacolata alla terza marcia nazionale per la vita, 12 maggio 2013.
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    NOTA UFFICIALE DELL’ISTITUTO

    20/12/2014

     

     

    ALLE VOCI  CHE PASSANO DEI MEDIA PREFERIAMO L’ASCOLTO ORANTE DEL VERBO DI DIO INCARNATO , UNICA PAROLA VERA ED ETERNA DEL PADRE

     

    In merito ad un articolo che ci riguarda, pubblicato sulla rivista “Rogate ergo” (n° 11/2014) – articolo di cui ci permettiamo di porre in dubbio la completa affidabilità – e ad altre notizie non corrette diffuse dai media sul conto del nostro Istituto

    PRECISIAMO CHE:

     

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Frasi dei Santi

«Quando non sento nulla, quando sono incapace di pregare, di praticare la virtù, è quello il momento di cercare delle piccole occasioni, dei nonnulla che piacciono a Gesù più che l’impero del mondo, più del martirio sofferto eroicamente. Per esempio, un sorriso, una parola amabile quando avrei voglia solo di tacere o di avere un’aria annoiata.»
S. Teresa di Gesù Bambino